Dolomiti.org > Cortina > > Ladini d'Ampezzo
Dolomiti.org - Cortina d'Ampezzo


Union de i Ladis de Anpezo
Home page
Attività
Storia
Il Consiglio Direttivo
Collaborazioni
Pubblicazioni
Come associarsi
Scarica lo statuto in formato Pdf
Link

Le ragioni del Referendum ladino
Introduzione
Cenni storici
Diritti dei Ladini
Il Referendum del 2007


I testi e le immagini di questo sito, comprese tutte le parti scaricabili, sono di esclusiva proprietà della Union de i Ladis de Anpezo (U.L.d'A.). Ne è vietata la riproduzione e la pubblicazione su siti Internet o su supporti cartacei senza il preventivo consenso scritto della U.L.d'A. Ci si riserva di perseguire ogni abuso a norma di legge.

Testi: Stefano Lorenzi
Immagini: archivio U.L.d'A.
Web design: Stefano Lorenzi e Monica Burba

LE RAGIONI DEL REFERENDUM LADINO A CORTINA, COLLE SANTA LUCIA E LIVINALLONGO DEL COL DI LANA

Il Referendum del 2007
Vedendosi “annegare” le proprie legittime aspirazioni in un movimento “neo-ladino”, che la politica bellunese e veneta ha creato artificialmente fino alle porte di Belluno a partire dagli anni 1990, i tre comuni ladini storici sono ritornati a chiedere e finalmente hanno ottenuto la possibilità di esprimersi tramite un referendum il 28 e 29 ottobre 2007.
Il risultato del 79,87% favorevole al passaggio alla provincia
di Bolzano non lascia spazio ad interpretazioni.

Alla fine di questa breve cronostoria della “questione ladina”,
ci preme sottolineare cinque punti:
● Il “referendum ladino” è rivolto alla riunificazione dei Ladini in un’unica amministrazione provinciale (quella di Bolzano) per garantirne la mera sopravvivenza. Senza adeguate norme di tutela, i ca. 4.500 Ladini storici della provincia di Belluno (da non confondere con i ca. 50.000 “neo-ladini” del Cadore e dell’Agordino, che hanno strumentalizzato l’aggettivo “ladino” per i propri interessi, spesso in opposizione diametrale ai Ladini storici) si estingueranno in poche generazioni.
● Il “referendum ladino” è espressione di una volontà storica, linguistica e culturale, non di interessi economici. La concomitanza temporale di tale referendum con quello di
altri comuni spesso ha portato a confonderne le ragioni, ma le diverse realtà vanno distinte nettamente.
● Anche passando alla provincia di Bolzano, i tre comuni resteranno in Italia e non saranno sottratti perciò territori o fondi alla Repubblica, cambia soltanto il modo di amministrarli (a livello locale vs. centrale).
● Non neghiamo assolutamente al Veneto e alle altre regioni italiane il diritto ad una autonomia fiscale o ad altri interventi legislativi e/o fiscali a proprio favore! Anzi: autonomie locali più forti sono espressamente nel nostro interesse. Però tali misure, in quanto economiche e non storico-linguistico e culturali, non risolvono il nostro problema di fondo, che è quello dell’unità e della sopravvivenza dei Ladini delle 5 vallate del Sella. Riunificazione dei Ladini e federalismo fiscale sono per noi due traguardi distinti da raggiungere entrambi, non l’uno a dispetto dell’altro.
● In tutto il mondo si è fatta strada la convinzione che confini iniqui sono la causa di innumerevoli problemi e discordie. Nel caso dei Ladini non si tratta di cambiare confini nazionali, ma all’interno di uno stesso stato, secondo modalità espressamente previste dalla legge.

Siamo fiduciosi che i politici, in quanto rappresentanti della popolazione, anche se numericamente esigua (i Ladini sono, come ricordato, ca. 35.000), non si oppongano alla volontà di riunificazione dei Ladini del Sella, oltretutto espressa in modo plebiscitario.